“leggere tra le righe” di Alice Devecchi

La serie di disegni di Amir Yeke esposta alla Libreria del Barbiere è intitolata Labirinto di equilibrio, un ossimoro che racconta qualcosa della sua opera. Il labirinto disorienta, confonde, mette in crisi il camminar distratto, costringe all’impegno per trovare la via d’uscita. Il labirinto disturba, l’equilibrio pacifica.
Il labirinto è anche l’organo, nascosto nelle cavità profonde del nostro orecchio, che ci permette di non perdere l’equilibrio. C’è una curiosa, stretta dipendenza tra due parole che  designano concetti all’apparenza inconciliabili.
La vicinanza, il legame tra questi due termini si manifesta nell’opera di Amir Yeke. Il magma di segni intrecciati sulla superficie del foglio, o della tela, è un labirinto da percorrere con occhio attento per scoprire le forme che vi sono celate. Riconoscere un volto, una forma nota nel groviglio di una composizione astratta è trovare l’orientamento, la via d’uscita, l’equilibrio, il premio per aver risolto l’enigma del labirinto.
Ogni pagina di questa serie di disegni è il capitolo di una storia che racconta l’esitante presenza di una figura, di uno sguardo che si scopre “leggendo tra le righe”, impegnando occhio e mente per decifrare la scrittura di Amir, un alfabeto di monogrammi immaginari, che rievocano da lontano l’antica arte della calligrafia araba.

Alice Devecchi

in occasione della personale “Labirinto di Equilibrio” 18/02-10/03/2012 Pesaro, Italia
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