“Soglie Sensibili” di Silvia Cuppini

Amir Yeke, 2011, Altare, olio su tela, cm100x110

Babilonia, Susa, Persepoli, Dario, Serse, Ciro sono i nomi che ci accompagnano alla scoperta della storia.

Le terre del vicino oriente: la Mesopotamia, la Persia hanno una faccia verso il Mediterraneo e una verso quelle terre lambite dall’Oceano misterioso che per primo Alessandro il Grande ha voluto annettere al suo impero. Terre dove per strati si può raggiungere il luogo mitico dell’Eden, di quel giardino  che la Bibbia racconta essere stato il primo felice insediamento del primo uomo e della sua donna.
Strati di storia si svolgono sotto strati di terra e di pietre: il tempo concorre con l’oblio, ma ci sono modi diversi per non dimenticare, uno è quello della ragione, l’altro è quello dell’anima.

Amir Yeke usa la pittura come vaso di memorie. Il volto, la figura emergono dai segni / il volto, la figura sono cancellati dai segni. E sono colature di rosso, intrecci di colori saturi a testimoniare che il tempo inventa ogni volta il suo spazio. Le tele evocano le porte di Persepoli, di Susa, che oggi fanno parte dei percorsi dei più grandi musei dell’ oriente e dell’occidente, i dipinti sono anche come la soglia del Mihrab che segna una direzione.

Silvia Cuppini

in occasione della personale “Soglie Sensibili” 2012, Pesaro, Italia
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